7 nov. 2014

Il padrone dell'Eroica ...

Ciao a tutti,

                                                           

Il lunedi dopo l’Eroica sono tornato a Gajole per parlare con uno degli organizzatori che però non si è fatto trovare. La piazza, come tutte le piazze del mondo il giorno dopo una festa era un po’ triste e ricordava quelle della scena finale dei Vitelloni di Fellini. Ho chiesto a un signore con la faccia simpatica e i affetti rossi se conosceva il tipo dell’appuntamento e se lo avesa visto in giro ( Gajole è piccola, e si conoscon tutti ).

« Certo che lo conosco, sono Giancarlo Brocci, e l’Eroica la organizzo io ». Il tipo dell’appuntamento non l’ho più visto, ma con Brocci ho parlato un’ora e mezza, davanti a un caffè e al sole del primo mattino.

Giancarlo Brocci è un idealista, nel senso che ha degli ideali, vive per gli ideali e mangia con i suoi ideali. Cioè spesso salta la cena.

Rispetto alla maggior parte degli idealisti pèro ha un tratto distintivo : lui fa succedere le cose. Non si limita a dire che il mondo è sbagliato, ma si fa un Bellezza a decine di migliaia di ciclisti di tutto il mondo, ha indicato un modo diverso e sano di fare ciclismo sportivo, ha salvato le strade bianche del Chianti dall’asfalto. E ha dimostrato quanta ricchezza e quanta occupazione può portare il cicloturismo. Solo per questo meriterebbe di fare il Ministro italiano del Turismo. Ma sono altri a fare i ministri in Italia. E si vede ( comunque lui il Ministro non lo farebbe mai ).

« Abbiamo appena venduto il Marchio a una cordata di impreditori che mi piacciono, che sanno quello che hanno comprato, saranno capaci di maneggiarlo senza ucciderlo e finalmente sono un po’ più sereno, perchè al momento ho la casa, il conto corrente e pure la macchina pignorati, e non ho i soldi per il dentista ».
L’inventore e il Patron di una delle più belle manifestazioni ciclistiche di sempre, l’uomo che ha indicato al mondo un modo diverso e sano di andare in bici; il personaggio inseguito da giornalisti delle più importanti testate internazionali, un uomo che ha capito il valore, anche economico, delle « strade bianche » chiantigiane ha l’auto pignorata ?
Sembra una storia incredibile, ma ascoltandolo capisci che invece è credibilissima storia italiana fatta di banchieri fessi ma ancor più disonesti ( tutti a piede libero ), politici, quando va bene; distratti e incompetenti.

E’ anche la storia di chi insegue il vero e non l’utile, inseguimento vertiginoso e pericolosissimo.

Ma degli insuccessi economici smette di parlare quasi subito, e continua in un monologo in cui è evidente che mi sta usando come specchio per fare un suo bilancio, chiarirsi le idee su quelle che ha fatto, su come ha speso tanti anni delle sua vita, su quello che ancora vuole fare.
Parla de toscanaccio ( cioè non in dolce stil novo ) e fra una telefonata di Ernesto Colnago e un saluto a un pensionato di Gajole mi racconta la sua storia, che è poi la storia di trent’anni di ciclismo.

Mi dice comme è nata l’idea di una manifestazione di bici vintage, e poi quella di un format di ciclismo su strade bianche per professionisti che gli fu scippato da un giostraio in doppiopetto che lavorava per una grande azienda italiana ( in doppiopetto anch’essa ). E infine del tentativo di togliere il ciclismo agonistico dal loop del doping, con la creazione del Giro Bio, un Giro d’Italia di Dilettanti under 27, con controlli anti doping rigorosissimi, e squadre intere escluse come « non gradite » ancor prima di iniziare, perché quando il doping si vuole veramente cercare, si trova. Rispetto al doping e al muro di omertà che continua rimanere in piedi mi vengono in mente le parole di Pier Paolo Pasolini, scritte nel’74, sulle cd « stragi di stato » : « lo so. Ma non ho le prove ». Rispetto al doping : non posso condannare, però posso escludere degli atleti « sporchi » dalla mia manifestazione come « non graditi ». Il giro Bio quest’anno non si è fatto, perché Giancarlo Brocci, Don Chisciotte dei pedali, su questo fronte lo hanno lascito solo. Chissà perché.
Queste e altre storie della sua vita le trovate su « Giancarlo Brocci, storia di un perdente di successo » che tra l’altro, oltre ad essere un perdente di successo, scrive davvero bene.

Parla sempre sorridendo, l’uomo che, come mi ha detto, « è sempre dalla parte del lupo ». Parla sorridendo anche quando ci sarebbe parecchio da incazzarsi, e sorride ancora di più quando descrive la sua idea di un ciclismo nuovo : « i rinoceronti si salvano se fanno fare soldi da vivi. Se no li uccidono e si vendono il corno. Così è ora per il ciclismo pulito : il doping, il business sfrenato legati all’agonismo piacciono sempre meno. Il ciclismo buono tornerà, sta tornando, perchè oggi è la forma di ciclismo che fa fare soldi ». Che per un idealista che alle medie andava a far merenda nella sede del PCI è un pensiero di un pragmatismo e di una lucidità che non ci si crede.

Avrei un sacco di domande da fargli, ma bloccare un torrente in piena non è possibile e poi devo tornare a Milano entro il primo pomeriggio. Quindi lo saluto. Si alza anche lui e mi accompagna verso la macchina. Lo raggiunge la sua compagna e me la presenta : « senza di lei oggi sarei scappato in Amazzonia ». Dove, notoriamente, si pedala molto poco.

Guarda la sua compagna con uno sguardo innamorato che dopo i trent’anni riescono a conservare solo gli uomini che hanno un grande talento per la vita.

Questo testo magnifico è di Ercole Giammarco. Grazie a lei.

Avrete così una buona ragione di non leggere …

Aforisma in inglèse : « there is no doubt about it, Cycling is sexy ! »      

Rendetevi a « l'Ambassade » alle 08H15 per il stretto italiano  e partenza alle 08H30 nella gioia ed il buono umore sulle strade soleggiate

A presto sulla bicicletta.

Gianpietro.

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